Il Museo di Arte contemporanea di Gibellina sarà intitolato al senatore Ludovico Corrao, il sindaco della rinascita del comune distrutto dal terremoto del 1968 che devastò la Valle del Belice.
La cerimonia si terrà oggi domenica 15 gennaio alle 17, nell’anniversario del sisma.
Una cerimonia, con la partecipazione di tutti i sindaci della Valle del Belice, che cade a pochi mesi dalla tragica scomparsa di Corrao ucciso il 7 agosto scorso dal suo domestico.
“Il terremoto e la figura del senatore sono indissolubilmente legati tra loro.
Il sisma e Ludovico Corrao hanno proiettato Gibellina in una dimensione diversa.
Il Museo civico è stato fortemente voluto dal senatore e le opere d’arte sono diventate componente essenziale, sorgente di vita, forza di incoraggiamento a perseguire gli obiettivi alti di bellezza e di rinascità.
La torre Bennistra è stata costruita nel XV secolo su un cocuzzolo a sud del baglio ad una altitudine di 202 metri sul livello del mare e domina l’intero Golfo di Castellammare dal suo eccezionale punto di osservazione. Il suggestivo borgo di Scopello è circondato, infatti, da torri saracene che facevano parte di un sistema che permetteva di trasmettere, in pochissimo tempo, qualsiasi notizia di carattere militare: le torri comunicavano di notte per mezzo di fuochi e di giorno con il fumo. L’intenzione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marzio Bresciani, che tramite l’ufficio tecnico ha predisposto e presentato il progetto con una richiesta di finanziamento di 805mila euro, è quella di destinare l’antica torre di avvistamento a locale per la presentazione delle risorse del territorio, con la sistemazione di uno slargo sul promontorio dove sorge la torre, da adibire a punto panoramico ed osservatorio dell’intero borgo di Scopello. Il progetto riguardante la valorizzazione dei beni immobili comunali di interesse storico ambientale, siti nel borgo di Scopello, è stato presentato per essere inserito nell’elenco delle opere finanziabili nell’ambito del PSR Sicilia 2007-2013 “Sviluppo e rinnovamento dei villaggi”. «La valorizzazione dei beni storici-architettonici presenti nel nostro territorio è un obiettivo al quale punta questa amministrazione comunale- afferma il vicesindaco ed assessore ai Lavori Pubblici Carlo Navarra-. Abbiamo chiesto il finanziamento perché il recupero di immobili storici, per di più in luoghi di pregio, può diventare elemento di richiamo turistico. Ed il borgo di Scopello, infatti, si inserisce in un contesto territoriale di notevole valore storico-artistico-monumentale per la presenza di beni architettonici, simboli ormai del territorio trapanese, come ad esempio, la Tonnara di Scopello con i suoi faraglioni». L’intervento di recupero prevede la ricostruzione con materiali esistenti come spiegano i progettisti Marcello Monacò e Vincenzo Stabile. «Da ricerche in archivi storici si evince che la torre di forma circolare presentava un’apertura di accesso lato sud-est e una di avvistamento lato nord-ovest, con la parte terminale di copertura caratterizzata dalla presenza di merli anch’essi in pietra. La ricostruzione sarà eseguita con l’utilizzo di pietra locale recuperando le porzioni di torre ancora esistente mettendo in evidenza le zone di ricostruzione per evidenziare e datare nel tempo l’intervento. Lo slargo antistante la torre verrà sistemato e livellato con basole in pietra locale e, per renderlo sicuro, considerata la posizione e il notevole dislivello, sarà collocato un parapetto con telaio in acciaio e lastre di vetro trasparente al fine di creare meno impatto visivo e tutelare il visitatore -spiegano Monacò e Stabile-. Il collegamento tra il promontorio dove si trova la torre, e il borgo, sarà consentito con un percorso pedonale naturalistico a terrazzamenti e la collocazione di una semplice staccionata in legno e corde per agevolare i visitatori lungo il sentiero che conduce alla torre. Sarà prevista inoltre la collocazione di fari alla base della torre e perimetralmente per creare un effetto scenografico suggestivo e perfettamente in simbiosi con il paesaggio esistente». Un altro intervento di recupero a Scopello è previsto negli immobili comunali di Piazza Nettuno, utilizzati in parte dall’Asl come guardia medica estiva e come sportello delle Poste. La guardia medica rimarrà nel locale, ma una ridistribuzione interna del fabbricato consentirà la realizzazione di tre nuovi locali da destinare alla degustazione di prodotti tipici locali ed alla promozione dei prodotti e delle lavorazioni agricole che caratterizzano il borgo di Scopello.
“Se il tempo fosse un gambero”: è la commedia musicale che l’associazione “Gatto Silvestro” porterà in scena oggi, sabato 14 gennaio, alle ore 18,30, al teatro Apollo di corso Bernardo Mattarella (ingresso libero).
La commedia musicale sarà rappresentata a Castellammare grazie alla collaborazione tra Comune e Zep Studio.
«La commedia, interpretata negli anni ‘90 da Enrico Montesano e Nancy Brilli, è realizzata grazie alle attività artistiche che l’associazione effettua in un bene confiscato alla mafia a Partinico. L’associazione gestisce il centro artistico “Vado al massimo”, che offre l’opportunità ai giovani di trascorrere il tempo libero in modo creativo con laboratori di pittura, costruzioni e spettacoli.
L’associazione cerca di operare in una realtà difficile del mondo giovanile con strumenti di contrasto alla devianza criminale.
“Se il tempo fosse un gambero”, in scena questa sera a Castellammare del Golfo, è una delle più brillanti commedie di Giovannini & Garinei, inventori della commedia musicale italiana, che prende la forma di grande spettacolo: costumi, balli, scenografie sontuose, partiture e canzoni memorabili.
Divertente commedia con una piccola lezione morale e un diavolo pasticcione da supereroe dei fumetti».
Sedicesima edizione del presepe vivente di Balata di Baida, grossa frazione agricola di Castellammare del Golfo.
“L’emozione della tradizione, la magia del Natale” ha per titolo la suggestiva rappresentazione annualmente visitata da migliaia di persone.
Dopo essere stato messo in scena nel giorno della Natività, il 25 dicembre 2011, ma anche l’indomani il 26, per Santo Stefano, la rappresentazione avrà luogo ancora il 5, 6, 7 ed otto gennaio 2012, dalle ore 16,30 alle 21,00.
Il presepe è realizzato dall’associazione culturale “Balata Club” con il patrocinio del Comune di Castellammare, in un luogo particolarmente suggestivo, un baglio primo nucleo abitato della piccola frazione, tra fichidindia, sommacchi, olivi e piante endemiche, un viaggio nel mondo quotidiano del popolo contadino siciliano, alla scoperta di usi e tradizioni ormai lontane e spesso dimenticate.
Le povere case ormai da tempo abbandonate tornano a vivere, e attorno tutto un brulicare di gente indaffarata, di suoni, colori, sapori di un tempo.
Le figure che popolano il presepe riproducono gli antichi mestieri della civiltà rurale in Sicilia, le attività contadine, l’artigianato locale, la vita quotidiana: il ricottaio (ricuttaru) che rimesta paziente il latte delle sue pecore nel “quararo”, il pentolone di rame, attendendo che la ricotta “acchiani” (galleggi sul siero del latte).
Il contadino intanto si avvia al campo, il cernitore (cirnituri) agita il vaglio per setacciare il grano, mentre il “conza piatta e lemma” è alle prese coi cocci dei piatti da ricucire.
Tutti sono all’opera: il falegname pialla le travi di legno e il fabbro “firraru” forgia gli oggetti in ferro mentre il canestriere “cannistraru” si cimenta nell’arte di intrecciare i vimini e il bottaio “vuttaru” incastra le doghe delle sue botti.
Dalla strada si sente il battere incessante del martello sul ferro caldo, lo sfrigolio del grano nel “cirnigghiu”, il crepitio dei fuochi, e di tanto in tanto il raglio dell’asino o il nitrito del cavallo.
All’interno delle case vengono ricreate scene tratte dalla vita quotidiana, un ambiente familiare, con i giochi e le urla dei bambini, la massaia che fa “li maccarruna”, le tessitrici chine sui loro telai, le donne che lavorano la lana, e quelle che preparano le conserve come la “sarsa e pumaroro sicchi”.
Accanto alle figure del passato siciliano non mancano certo i personaggi tradizionali del presepe, come i pastori, e naturalmente i re magi, che portano un tocco di esotismo con lo sfarzo dei loro costumi.
Non mancano gli animali, parte viva e importantissima del presepe: l’ovile con le pecore, il porcile con la scrofa ed i maialini, il pollaio con le galline, cani, pavoni, oche, conigli, asini, cavalli… per la gioia dei bambini.
Nell’ambito della stagione invernale del Circuito del Mito nella Chiesa Madre di Castellammare del Golfo oggi 27 dicembre alle ore 21,00 avrà luogo il concerto “Tempo di Gospel” del “Palermo Spiritual Ensemble”.
In programma la tradizione gospel natalizia, rielaborata e rivisitata ma eseguita con gli strumenti tipici, e con azioni sceniche e danze.
Vacanze di Natale ad Erice
Dec 26
Da oggi lunedì 26 dicembre a venerdì 30 Erice ospita l’iniziativa “Echi dal medioevo”, una manifestazione con sfilate in costumi d’epoca, mostre d’armi, simulazioni di combattimenti e spettacoli teatrali.
Centro delle rappresentazioni sarà piazza San Domenico, ma non mancheranno anche esibizioni itineranti per le vie del borgo medievale.
Oggi 26 dicembre, alle ore 16, a piazza San Domenico, in programma il “Corteo Storico Guglielmo II”, a cura dell’associazione TE.M.A., con i cortigiani e i cavalieri che acclamano il passaggio del Re in carrozza e il “Natale di Federico II” della “Societas Draconistrarum”. Un cavaliere annuncerà la nascita di Federico II di Svevia girando per le stradine del centro preceduto dal rullo dei tamburi.
Domani martedì 27 dicembre, alle ore 16, sempre a piazza San Domenico, torneranno le esercitazioni degli uomini d’arme, a cura della “Societas Draconistrarum”. Per le vie del borgo medievale sarà rappresentata la storia del cavaliere errante “Don Chisciotte” del regista e attore Francesco Vitale. Lo
spettacolo andrà in scena anche mercoledì 28 e giovedì 29 dicembre, sempre di pomeriggio.
Il 28, 29 e 30 dicembre dalle ore 16.00, a piazza San Domenico, la rappresentazione “I Giovani e il Medioevo”. Saranno proposte sequenze di combattimento, gare di tiro con l’arco e numeri di giocoleria a cura della “Compagnia di Avalon” e degli “Arceri & Balestrieri”.
Da segnalare, poi che dal 26 al 30 dicembre, la performance itinerante di “Zaira, la danzatrice del fuoco e il giullare” animerà a partire dalle ore 16,00, le strade e le piazze di Erice vetta.
La Mmaculatedda”, storia, fede e tradizione per la festa dell’Immacolata, suggestiva processione nella notte delle “fiaccole”.
È vivo nel cuore d’ogni Calatafimese il legame nei riguardi della tradizionale processione notturna in onore della Vergine Maria Immacolata, ovvero la “Mmaculatedda”.
Tale tradizione è legata al nome di mastro Vincenzo Avila che, dopo aver acquistato un’effigie in carta pesta della Vergine da tenere a casa sua, decise di farla benedire all’alba dell’8 dicembre, a conclusione della novena. Pertanto insieme ad altri suoi colleghi calzolai trasportarono di notte, prima dell’inizio delle sacre funzioni, il Simulacro presso la chiesa di San Michele. Questa processione privata si ripeté ogni anno. Man mano che anche il popolo si andava affezionando a questo simulacro, il solitario trasporto divenne via via un vero e proprio corteo, il quale passando gli anni, andava acquistando sempre più forza spirituale, per il consistente numero di fedeli che vi partecipavano, tanto che, vista la devozione a questa piccola statua dell’Immacolata, si pensò di condurla processionalmente per le vie del paese, secondo il solito percorso processionale. In assenza d’energia elettrica, per rendere meno pericoloso e più facile il procedere notturno di questa processione, si cominciò ad utilizzare fiaccole di gambi d’ampelodesmo, “i busi di ddisa”, per poter illuminare il tragitto.
A questa affascinante processione, rimasta immutata dalle origini sino ad oggi, partecipano a dismisura fedeli di ogni condizione sociale ed età. Infatti, a differenza delle altre processioni di Calatafimi, non vi è alcuna distinzione in ceti, non vi è alcuno stendardo, tutti partecipano come popolo di Dio unito attorno a quell’unico legame che è Maria.
Durante la processione, sono molto affascinanti le invocazioni popolari, che vengono scandite con una speciale modulazione durante il tragitto: nel momento in cui il fedele si volge, indicandolo con destra elevata, verso il simulacro della Madonna e con voce possente invoca Maria, tutti tacciono, aspettando impazienti, di poter rispondere con entusiasmo il rituale “Viva Maria Mmaculata”. E se per caso, o perché distratti o perché prevalsi dal sonno, qualcuno dimentica o si dimostra restio nel rispondere alle invocazioni, colui che le proclama subito interviene con l’ironica invocazione “E chi semu surdi e muti”, che, oltre a suscitare un sottile sorriso, ridesta la mente e sprona ad inneggiare alla Vergine Maria.
Le artificiose armonie dei tamburi, che con impeto squarciano il silenzio della notte, fermentano l’animo di ciascuno, riuscendo anche ad appassionare e trascinare colui che da spettatore viene immerso in una dimensione sublime di piena esplosione di fede.
La “Mmaculatedda”, senza nulla togliere al fervore religioso, è anche un’importante manifestazione folkloristica: già nelle settimane precedenti tutto il popolo Calatafimese si unisce in comitive per organizzare la “Tavulidda” un’abbondante cena che s’inizia la sera del 7 dicembre e dura buona parte della notte fino a quando lo scampanio delle campane della chiesa di San Michele, nel cuore del centro storico, richiama tutta la popolazione a sistemarsi ciascuno con la propria “ciaccula” dietro la statua della Madonna pomposamente addobbata di fiori e a dare così inizio alla processione.
Sono le 4,00 dell’8 dicembre e tutti, assonnati, iniziano il corteo; ma basta il grido “Trema lu `nfernu e trionfa Maria” oppure “Sintennu lu nnomu di Maria lu `nfernu trema” che tutti ritrovano l’energia per procedere nelle vie del paese e per radunarsi tutti assieme davanti la chiesa di San Michele per il rogo finale di quello che è rimasto delle “ciaccole”.
Calatafimi Segesta (TP) 7 dicembre ore 4.00. Processione Notturna dell’Immacolata. Dalla notte del 7 dicembre sino al 6 gennaio sarà possibile visitare la chiesa dell’Annunziata dove sarà esposta la collezione fotografica “Viva Maria ‘Nmaculata”, dal 7 dicembre al 6 gennaio dalle ore 9.30 alle ore 13, dalle ore 16 alle ore 18.30
Lunedì 7 novembre 2011 dalle 18.00 negli spazi di LOL Moda Arte Design di Via urbana, 89-92 si inaugura la terza iniziativa d’arte contemporanea “Giovanni Bosco: vulcano di passione”, nell’ambito del ciclo I lunedì di LOL.
Verranno esposte per la prima volta a Roma le opere dell’artista castellammarese, la cui vasta e irregolare produzione è stata acquisita dai più importanti musei internazionali di Art Brut, e proiettato il video documentativo realizzato da ZEPstudio “Giovanni Bosco, Il museo a cielo aperto”, presentato a Lione dal 1 al 9 ottobre 2011, nell’ambito della 4° Biennale internazionale d’arte Hors les normes Lyon.
L’incontro sarà occasione per sostenere l’operato dell’Associazione Outsider Art Giovanni Bosco.
Prende il via domani 14 ottobre a Castelvetrano, dal parco archeologico di Selinunte, il ”Girolio d’Italia”, la festa dedicata all’olio nuovo che quest’anno parte dalla Sicilia per poi toccare 17 regioni d’Italia vocate all’olivicoltura in coincidenza con la raccolta delle olive e la produzione dell’olio nuovo. Fino a domenica a Castelvetrano e Partanna si svolgeranno degustazioni, tour, mercatini e incontri dedicati all”’oro verde”. La rassegna e’ organizzata dall’Associazione nazionale Citta’ dell’Olio in collaborazione, in Sicilia, con la Provincia di Trapani e i Comuni di Castelvetrano e Partanna e ha ricevuto l’adesione e la medaglia d’argento per il suo alto valore divulgativo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La tappa inaugurale della manifestazione, quest’anno all’insegna dell’anniversario dell’Unità d’Italia, parte proprio nei luoghi dove 150 anni fa sbarcarono i Mille per unire l’Italia da Nord a Sud proprio come si propone di fare questa “staffetta del gusto” che, dalla Sicilia, risalirà settimana dopo settimana lo Stivale fino al Trentino.
“Girolio d’Italia – spiega il Presidente dell’Associazione Nazionale di Città dell’Olio Enrico Lupi – è pensato per valorizzare al meglio la produzione olivicola nazionale e l’adesione della Presidenza della Repubblica ne conferma l’importanza rendendoci orgogliosi del lavoro portato avanti sui territori olivetati. Un viaggio a tappe – prosegue Lupi – che risalirà l’Italia e la unirà nel segno dell’olio come hanno fatto 150 anni fa i garibaldini partendo proprio dalla Sicilia”.
Convegni, corsi di degustazione di olio e incontri commerciali si svolgeranno a Castelvetrano e Partanna per valorizzare una delle produzioni piu’ importanti dell’agricoltura italiana e del territorio trapanese.
“Continua il nostro impegno – ha spiegato Girolamo Turano, presidente della Provincia di Trapani - a favore di valide iniziative che possano sostenere prodotti di grande qualità e risorse importanti del territorio come l’olio trapanese. La manifestazione organizzata dall’associazione “Città dell’Olio” di cui la Provincia di Trapani fa parte è un momento particolare che consente ai nostri produttori, di promozionare i loro prodotti in un circuito ampio e mirato”.
Si comincia domani alle ore 10,30 al Baglio Florio, all’interno del parco archeologico di Selinunte dove, alla presenza dei rappresentanti di tutte le tappe italiane e della showgirl Miriana Trevisan, testimonial dell’iniziativa, l’Assessore regionale all’Agricoltura, Elio D’Antrassi, firmerà la pergamena disegnata da Ro Marcenaro, illustratore e vignettista emiliano, che raccoglierà, nel suo giro attraverso il Bel Paese, le firme di tutti gli Assessori regionali all’Agricoltura d’Italia.
“Sarà un percorso – ha spiegato Doriana Licata, Assessore allo sviluppo economico della Provincia di Trapani - volto a supportare l’olio quale eccellenza del territorio e ambasciatore di unità, cultura, tradizione e sviluppo con l’obiettivo di attirare nuovi flussi turistici interessati da un’offerta che unisce il patrimonio enogastronomico a quello storico ed ambientale”.
Domani alle 17 si prosegue con l’apertura del villaggio “Girolio d’Italia”, nel sistema delle piazze di Castelvetrano, dove saranno offerti in degustazione fino a mezzanotte prodotti tipici del territorio e una selezione delle produzioni olivicole siciliane di qualità mentre alle ore 21 si svolgerà una degustazione di pescato del territorio e prodotti del progetto “Terramare”.
Il villaggio rimarrà aperto anche sabato dalle ore 17 alle 24 e domenica dalle ore 10 alle 21.
Una delegazione di giornalisti e di 10 buyers internazionali visiterà sabato mattina i frantoi e, nel pomeriggio, incontrerà alcuni imprenditori trapanesi con i quali sviluppare eventuali accordi commerciali. Gli studenti delle scuole medie inferiori trapanesi parteciperanno, sabato mattina alle ore 11 al castello medievale Grifeo di Partanna, ai corsi di degustazione di olio guidati da Leonardo Catagnano dell’Unità operativa specializzata olivicoltura e colture mediterranee di Sciacca.
La manifestazione si chiude domenica con il convegno “L’olivicoltura siciliana e l’Unità d’Italia”, in programma alle ore 11 al castello medievale Grifeo di Partanna, al quale parteciperanno, tra gli altri, Paolo Inglese, docente di coltivazioni arboree dell’Università degli Studi di Palermo e Giacomo Dugo, docente di chimica degli alimenti dell’Università degli Studi di Messina. L’incontro traccerà un percorso storico culturale del settore, dall’evoluzione agronomica a quella culturale, ripercorrendone i progressi scientifici e gli sviluppi territoriali. Dopo una “staffetta” che toccherà quasi tutte le regioni italiane, “Girolio” si concluderà il 18 dicembre ad Arco, in Trentino Alto Adige.
E’ la Francia il paese vincitore del premio giuria tecnica, offerto da Unicredit, della 14\esima edizione del Cous Cous Fest, il festival internazionale dell’integrazione culturale di San Vito Lo Capo. La ricetta di sgombro affumicato su un cous cous di frutta ed erbe, preparata dalla chef Alice Delcourt, chef patron del ristorante “Erba brusca” di Milano, è stata infatti la più votata tra quelle presentate dai nove paesi in gara, Costa d’Avorio, Egitto, Francia, Israele, Italia, Marocco, Senegal e Tunisia, secondo il giudizio tecnico della giuria tecnica, formata da giornalisti, chef ed esperti di cucina internazionali e guidata da Paolo Marchi. La chef è stata premiata da Matteo Rizzo, sindaco di San Vito Lo Capo e Roberto Bertola, responsabile territorio per la Sicilia di Unicredit, in una gremita piazza Santuario, a San Vito Lo Capo alla presenza, tra gli altri, di Mimmo Turano, presidente della Provincia di Trapani, Gianmaria Sparma, assessore regionale al Territorio e Ambiente, della senatrice Maria Pia Castiglione e Diego Ruggirello, presidente del consiglio comunale di San Vito Lo Capo.
“Anche quest’anno la rassegna – ha detto Matteo Rizzo, sindaco di San Vito Lo Capo – ha registrato il tutto esaurito attirando migliaia di visitatori che hanno riempito strutture ricettive, bar e ristoranti sul finire dell’estate. Il calendario di spettacoli di altissimo livello ha contribuito a questo successo così come l’ampliamento dell’offerta gastronomica e del programma culturale”.
Al secondo posto il Senegal con le chef Ba Diatou e Arame Bakar Diop N’Deye premiate da Clara Cimò, responsabile marketing di Premiati Oleifici Barbera, e al terzo l’Israele, con la ricetta intitolata al profeta Giona, proposta dagli chef Boaz Choen e Refael Levi, premiati da Ermanno Sapienza, area manager Nestlé Sanpellegrino e Paolo Graziano, assessore comunale al turismo.
La ricetta che ha conquistato il primo premio giuria tecnica, “ha saputo coniugare – secondo le motivazioni della giuria tecnica - innovazione e qualità delle materie prime, sposando note agrodolci tipiche di tanta tradizione siciliana e sentori orientali: quelli della salsa di yogurt e dell’affumicatura dello sgombro con foglie di tè nero”.
La chef Alice Delcourt, chef e sommelier franco-statunitense, ha lavorato al ristorante “Alice” e “Il Liberty”, a Milano, ma anche al “The River Cafè” di Londra e nelle cucine dello “Yacht Club” di Porto Cervo, in Sardegna. Secondo il presidente della giuria tecnica, Paolo Marchi, “in un’edizione che ha visto soffrire le preparazioni di carne, hanno brillato coloro che hanno puntato sul pesce e sulla leggerezza dell’esecuzione.”
La ricetta francese è quella che ha vinto anche il premio “migliore presentazione”, offerto da Conad, della quale sono state premiate dalla giuria “le note colorate e gentili di tanti fiori e petali disposti con garbo sul vassoio e poi nei singoli piatti: un modo per far capire che la preparazione voleva catturare l’attenzione fin dal primo sguardo, ponendosi in modo originale rispetto alla tradizione”. La chef è stata premiata da Francesco Arena direttore generale di Sicilconad e da Ninni Ravazza, presidente della Pro Loco di San Vito Lo Capo.
Il premio giuria popolare, offerto da Bia Spa, azienda leader nella produzione e commercializzazione di cous cous, è andato invece al Senegal, un cous cous di pesce con zucca e datteri presentato dalle chef Ba Diatou e Arame Bakar Diop N’Deye, premiate da Luciano Pollini, amministratore delegato di Bia Spa. La ricetta è stata apprezzata per la “simpatica e colorata fedeltà ai sapori della sua terra”. La giuria ha apprezzato, infine, la storia del profeta Giona scelta dagli chef israeliani come ispirazione per un piatto che “oltre a essere un messaggio di pace ha rivelato una importante valenza gastronomica”.
Durante la premiazione, Maurizio Messina, presidente del club di Trapani della Chaîne des Rôtisseurs, Associazione internazionale di gastronomia che riunisce 25mila appassionati della buona cucina in oltre 70 Paesi, ha consegnato due riconoscimenti alle delegazioni di Israele e Palestina a testimonianza di pace e al sindaco di San Vito Lo Capo per l’accoglienza e l’ospitalità.
Il Cous Cous Fest prosegue fino a domenica tra degustazioni, laboratori gastronomici, incontri e concerti.



