Sei esemplari di Tartaruga caretta caretta, martedì 22 settembre, saranno liberate sulla spiaggia di Guidaloca a Castellammare del Golfo, nei pressi di “Papirolandia”.
Saranno presenti l’On.le Assessore Regionale all’Agricoltura e Foreste Michele Cimino, il Direttore Generale del Dipartimento Interventi Strutturali Rosaria Barresi, il Sindaco del Comune di Castellammare del Golfo, la Ripartizione Faunistico Venatoria e Ambientale di Trapani, il Servizio XI del Dipartimento Interventi Strutturali, la Capitaneria di Porto che supporterà e controllerà la regolarità della liberazione a mare delle tartarughe con una motovedetta, il C.I.T.E.S. Regionale, il Centro regionale di recupero delle tartarughe marine di Comiso, alcune scolaresche.

L’iniziativa riveste notevole importanza nel quadro dei programmi che l’Osservatorio Faunistico Siciliano – Servizio XI  dell’Assessorato Agricoltura e Foreste promuove annualmente per la conservazione della fauna selvatica e per il miglioramento degli habitat.

Le sei tartarughe marine, trovate in diverse località siciliane (Siracusa, Ragusa, Palermo e Messina) sono state consegnate al Centro regionale recupero di Comiso, gestito dall’associazione onlus  Fondo Siciliano per la Natura, in quanto sofferenti per la presenza di ami nell’esofago e per occlusione intestinale provocata dall’ingestione di materiale inquinante. Dopo mesi di cure verranno finalmente liberate, previa marcatura con  apposite targhette di riconoscimento che in caso di ulteriore ritrovamento forniranno informazioni sui loro spostamenti.

La Tartaruga caretta è una specie particolarmente protetta, inclusa in numerose direttive internazionali e comunitarie  in quanto a rischio di estinzione; la sua progressiva rarefazione deriva dalla cattura accidentale nelle reti, dall’ingestione di strumenti da pesca  e soprattutto dalla scomparsa dei siti idonei alla deposizione delle uova a causa del degrado dei litorali. Le coste della regione siciliana rappresentano aree determinanti per la conservazione dell’intera popolazione italiana di questa specie. I più importanti e conosciuti siti di nidificazione si trovano nelle isole Pelagie, a Linosa e Lampedusa, dove quest’anno sono stati monitorati quattro nidi che hanno dato esiti positivi, e lungo il litorale sabbioso della costa meridionale della Sicilia.

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