Torna, finalmente in Italia, il Tesoro di Morgantina: salvato miracolosamente dal saccheggio dei soldati romani nel III secolo avanti Cristo, rimasto sepolto per 2200 anni, poi scavato di frodo, esportato illegalmente, comprato dal Metropolitan Museum di New York, conteso e, infine, restituito.
Di grandissimo valore - sono 14 pezzi d’argento, alcuni dorati, tutti di grande fattura e anche molto rari, incredibili vasi, preziose coppe d’argento lavorate a sbalzo, pissidi, persino due corna da elmo, - il tesoro tornerà presto in Sicilia, forse nel museo di Aidone (Enna).
Qui nel gennaio 2011 arriverà pure, restituita dal Getty Museum di Los Angeles, la colossale Venere di Morgantina, il cui ologramma è stato presentato ieri alla Bit di Milano.
Al momento, il tesoro è a Roma, custodito nel caveau del museo nazionale di Palazzo Massimo, e qui verrà esposto per la prima volta al pubblico, in una grande mostra che si aprirà con tutta probabilità il 10 marzo.
Una mostra straordinaria, per la bellezza e la ricchezza dei pezzi e per la storiache li accompagna.
Era il 211 avanti Cristo, la città greco sicula di Morgantina, fondata 1800 anni prima su un’altura della Sicilia, venne assediata e poi conquistata dai soldati romani.
Di notte, gli assalitori alle porte, gli abitanti di Morgantina, si affannarono a nascondere le cose più preziose.
I 14 pezzi del tesoro erano stati avvolti in una sorta di sacco e poi seppelliti.
Chi lo fece di certo non riuscì a salvarsi, ma salvò il tesoro seppellito per oltre due millenni.
Individuata l’area archeologica nel 1955 (la scoprì una missione sostenuta dal re Gustavo di Svezia) a Morgantina però tornarono i saccheggi, questa volta dei tombaroli.
I quali nei decenni successivi scavarono la terra come una groviera, vendendo all’estero il bottino.
Il Met, dove alla fine approdarono gli argenti, li acquistò pare in due tranche a metà degli anni Ottanta. L’accordo firmato nel 2006 con lo Stato italiano ne ha consentito il ritorno in Italia.
In cambio il museo americano potrà contare, su una serie di prestiti (un corredo pompeiano da tavola è già esposto in questi giorni nelle sale del museo).
Per un accordo tra il ministero e la regione Sicilia, il tesoro sarrà prima esposto a Roma, come fu per i Nostoi, la raccolta di capolavori restituiti esposta al Quirinale, poi sarà esposto a Milano, a Palazzo Reale e infine all’Expo di Shanghai.
Dopo tornerà in Sicilia.


