Sedicesima edizione del presepe vivente di Balata di Baida, grossa frazione agricola di Castellammare del Golfo.
“L’emozione della tradizione, la magia del Natale” ha per titolo la suggestiva rappresentazione annualmente visitata da migliaia di persone.
Dopo essere stato messo in scena nel giorno della Natività, il 25 dicembre 2011, ma anche l’indomani il 26, per Santo Stefano, la rappresentazione avrà luogo ancora il 5, 6, 7 ed otto gennaio 2012, dalle ore 16,30 alle 21,00.
Il presepe è realizzato dall’associazione culturale “Balata Club” con il patrocinio del Comune di Castellammare, in un luogo particolarmente suggestivo, un baglio primo nucleo abitato della piccola frazione, tra fichidindia, sommacchi, olivi e piante endemiche, un viaggio nel mondo quotidiano del popolo contadino siciliano, alla scoperta di usi e tradizioni ormai lontane e spesso dimenticate.
Le povere case ormai da tempo abbandonate tornano a vivere, e attorno tutto un brulicare di gente indaffarata, di suoni, colori, sapori di un tempo.
Le figure che popolano il presepe riproducono gli antichi mestieri della civiltà rurale in Sicilia, le attività contadine, l’artigianato locale, la vita quotidiana: il ricottaio (ricuttaru) che rimesta paziente il latte delle sue pecore nel “quararo”, il pentolone di rame, attendendo che la ricotta “acchiani” (galleggi sul siero del latte).
Il contadino intanto si avvia al campo, il cernitore (cirnituri) agita il vaglio per setacciare il grano, mentre il “conza piatta e lemma” è alle prese coi cocci dei piatti da ricucire.
Tutti sono all’opera: il falegname pialla le travi di legno e il fabbro “firraru” forgia gli oggetti in ferro mentre il canestriere “cannistraru” si cimenta nell’arte di intrecciare i vimini e il bottaio “vuttaru” incastra le doghe delle sue botti.
Dalla strada si sente il battere incessante del martello sul ferro caldo, lo sfrigolio del grano nel “cirnigghiu”, il crepitio dei fuochi, e di tanto in tanto il raglio dell’asino o il nitrito del cavallo.
All’interno delle case vengono ricreate scene tratte dalla vita quotidiana, un ambiente familiare, con i giochi e le urla dei bambini, la massaia che fa “li maccarruna”, le tessitrici chine sui loro telai, le donne che lavorano la lana, e quelle che preparano le conserve come la “sarsa e pumaroro sicchi”.
Accanto alle figure del passato siciliano non mancano certo i personaggi tradizionali del presepe, come i pastori, e naturalmente i re magi, che portano un tocco di esotismo con lo sfarzo dei loro costumi.
Non mancano gli animali, parte viva e importantissima del presepe: l’ovile con le pecore, il porcile con la scrofa ed i maialini, il pollaio con le galline, cani, pavoni, oche, conigli, asini, cavalli… per la gioia dei bambini.


