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A San Vito lo Capo il cous cous più buono è “made in Torino”

Torinese doc, ma appassionato dei sapori mediterranei, lo chef Enrico Bricarello ha vinto l’ edizione 2009 del «Cous Cous Fest», la manifestazione gastronomica internazionale che si svolge da dodici anni a San Vito lo Capo, in provincia di Trapani.

Quarantanove anni, da venticinque professore all’istituto alberghiero Colombatto, Bricarello ama mescolare gusti e aromi. Non a caso, lo scorso giugno, ha sbaragliato i concorrenti alla selezione per aggiudicarsi la partecipazione al «Cous Cous Fest» con un «Cous Cous alla Bagna caoda». Questa volta - in squadra con due colleghi di San Vito Lo Capo, Giuseppe Favaloro e Vincenzo Caradonna - ha invece preparato un piatto a base di pesce con finocchietto selvatico e medaglione di mostella. Seguace convinto della cucina regionale tra i nostri piatti predilige gli agnolotti e il bollito. Un occhio al Piemonte e uno alla Sicilia, invece, sul fronte dolci, “i miei preferiti - dice - sono in assoluto i cannoli alla ricotta e il Bunet”.

Orgoglioso per il successo ottenuto, Enrico Bricarello non nasconde la soddisfazione: “Tanto più che non sono siciliano, a conferma dell’importanza della cultura trasversale anche a tavola”. Il torinese ha conquistato il premio della giuria tecnica presieduta da Edoardo Raspelli, mentre i cento giurati popolari hanno premiato il Cous Cous della squadra del Senegal.

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Al Senegal la prima manche del Cous Cous Fest

E’ il Senegal il paese che ha conquistato la prima manche culinaria del cous cous fest di San Vito Lo Capo. La ricetta del cous cous di pesce al forno, preparata dagli chef Ba Diatou e Fatou Mbelgue, ha vinto su quelle presentate da Francia, Tunisia e Marocco. Nella sfida all’ultimo mestolo, non sono mancate le curiosità.

A partire dalla piccola Eva, la bimba della chef Fatou che, durante le lunghe ore di preparazione in cucina, è sempre stata accucciata nel marsupio legato alle spalle della madre, intenta a cucinare. Per alcuni momenti, inoltre, gli orrori della guerra sono rimasti fuori dai confini del festival internazionale, grazie anche all’iniziativa dei cuochi che hanno colto il senso di integrazione lanciato dal Cous Cous Fest.

Davanti alle forchette della giuria tecnica - che ha espresso il suo voto segreto – e di quella popolare, composta da 100 persone, sono passate le altre versioni di cous cous presentate dai primi 4 paesi in gara. Dal pesce al forno del Senegal a quello con agnello e zafferano della Tunisia, al sugo di crostacei e datteri che accompagna la versione francese, per finire, con il Marocco, agli aromi dei datteri e fichi che rimandano ai sapori delle Mille e una notte.

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